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Di relazioni e solitudine

Appena sposata, diciannove anni fa, in viaggio di nozze, ricordo che pensai, confortata, che non avrei più sofferto di solitudine. Lo pensai durante la notte, sdraiata al fianco dell’uomo che avevo appena sposato, illudendomi. Perché così non è stato. La solitudine di cui parlo è qualcosa di intimo, che ha a che fare con la condivisione, l’empatia, e tutte quelle cianfrusaglie di cui è fatta una relazione. Mi sono spesso, o quasi sempre, sentita sola. Certo, sono per natura portata alla solitudine, quel tipo di solitudine metafisica, ma non ho mai trovato in mio marito il compagno, nell’accezione poetica della parola. Da qui tutti i miei problemi, le accuse che ci siamo palleggiate, come una guerra.